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:: Il parco del Gattopardo

Nel Palazzo Filangerì Cutò, appartenente alla famiglia materna, Giuseppe Tomasi di Lampedusa trascorse estati felici dell'infanzia e della giovinezza, fino a venti anni, e su di esso ricalcò in gran parte la casa di Donnafugata dove sono ambientate memorabili scene de "Il Gattopardo".  
Il palazzo distrutto dal sisma del 1968, ricostruito parzialmente dal Comune di Santa Margherita di Belice, è oggi sede del Parco del Gattopardo.
 
Nel 1812-1813 Nicolò I Filangeri, ospitò nel palazzo il re Ferdinando per tre mesi, la regina Maria Carolina (la Donnafugata) ed il Principe Leopoldo. Proprio in riferimento a questo evento, Giuseppe Tomasi chiama il paese descritto nel Gattopardo, Donnafugata in onore della Regina fuggita da Napoli.

Da "Ricordi d'Infanzia"

"...La casa di Palermo aveva allora delle dipendenze in campagna che ne aumentavano il fascino...La preferita era S. Margherita nella quale si passavano lunghi mesi anche d'inverno. Essa era una delle più belle case di campagna che avessi mai visto. Costruita nel 1680, verso 1810 era stata completamente rifatta dal principe Cutò in occasione del soggiorno lunghissimo che vi fecero Ferdinando IV e Maria Carolina costretti in quegli anni a risiedere in Sicilia mentre a Napoli regnava Murat."

"Posta al centro del paese, proprio nella Piazza ombreggiata, si stendeva per una estensione immensa e contava tra grandi e piccole trecento stanze. Essa dava l'idea di una sorta di complesso chiuso ed autosufficiente, di una specie di Vaticano, per intenderci, che racchiudeva appartamenti di rappresentanza, stanze di soggiorno, foresterie per trenta persone, stanze per domestici, tre immensi cortili, scuderie e rimesse, teatro e chiesa privati, un enorme e bellissimo giardino e un grande orto."

Da "Il Gattopardo"

"Il Palazzo Salina era attiguo alla Chiesa Madre. La sua breve facciata con sette balconi sulla piazza non lasciava supporre la sua smisuratezza che si estendeva indietro per duecento metri: erano dei fabbricati di stili differenti, armoniosamente uniti però intorno a tre vasti cortili e terminanti in un ampio giardino tutto cintato."

 

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