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:: Il parco del Gattopardo

Il Giardino parte integrante del Palazzo Filangeri Cutò, si estende per un'area di oltre 8500 mq. All'interno di esso sono presenti i  luoghi descritti dal Tomasi; e le rare essenze  arboree, alcune  per presenza altre per dimensione. I viali in terra battuta mantengono le forme originarie.
 
I LUOGHI
 
Il giardino delle yucche;
La grande serra;
L'isolotto delle rovine artificiali;
La fontana Quadrifoglio;
La voliera;
Il boschetto dei Bambù;
La scalinata di "Leopoldo".
 
LE ESSENZE ARBOREE

Alcune essenze rare o rivelanti per dimensione: 
Araucaria columnaris;
Araucaria heterophilla;
Buxus sempervirens;
Cedrus atlantica;
cedrus deodara;
Cephalotaxus fortunei;
Ficus magnolioiedes;
Grevillea robusta;
Nolina longifolia;
Pinus pinea;
Thuja orientalies;
Trachycarpus fortunei;
Yucca elephantipes.

Da "Ricordi d'Infanzia"

"Il giardino, come tanti altri in Sicilia, era disegnato su un piano più basso della casa, credo affinché potesse usufruire di una sorgente che lì sgorgava. Era molto grande e nella sua complicazione di viale e vialetti perfettamente regolare se lo si guardava da una delle finestre della casa.

 

 

Era tutto piantato a lecci ed araucarie, con i viali bordati di siepi di mortella e nel furore dell'estate quando la sorgente scemava il suo gettito era un paradiso di profumi riarsi di origano e di nepitella, come lo sono tanti giardini si Sicilia che sembrano fatti più per il godimento del naso che dell'occhio.
Ma il giardino era colmo di sorprese per un bambino. In un angolo vi era una grande serra, piena di cactacee e di arbusti rari...Vi era il boschetto dei bambù, che crescevano fitti e robusti attorno ad una fontana secondaria...Vi era in uno dei viali laterali, incastrata nel muro, una vasta gabbia destinata un tempo, a delle scimmie...

Da "Il Gattopardo" 

"Dopo un'ora si svegliò rinfrescato e discese in giardino. Il sole già calava e i suoi raggi, smessa la prepotenza, illuminavano di luce cortese le araucarie, i pini, i robusti lecci che facevano la gloria del posto. Il viale principale scendeva lento fra alte siepi di alloro incornicianti anonimi busti di dee senza naso; e da un fondo di udiva la dolce pioggia degli zampilli che ricadevano nella fontana di Anfitrite."
"Preceduto da un Bendicò eccitatissimo discese la breve scala che conduceva al giardino. Racchiuso com'era questo fra tre mura e un lato della villa...Ma il giardino, costretto e macerato fra le sue barriere, esalava profumi untuosi, ....ed a quello oleoso delle magnolie che si appesantivano negli angoli; e sotto sotto si avvertiva anche il profumo della menta misto a quello infantile della gaggia ed a quello confetturiero della mortella, e da oltre il muro l'agrumeto faceva straripare il sentore di alcova delle prime zàgare."
"Era un giardino per ciechi: la vista costantemente era offesa ma l'odorato poteva trarre da esso un piacere forte benchè non delicato."

 

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