Home Chi siamo Parco & Scuole Turismo Congressuale Contatti Foto Come arrivare Eventi
 

:: Il parco del Gattopardo

La chiesa dedicata a Santa Rosalia, fu voluta da Alessandro I Filangeri nella seconda metà del XVII secolo, il suo completamento si ebbe nel 1737, anno in cui la chiesa fu eretta a parrocchia del SS. Rosario.
La chiesa aveva un unica navata molto ampia, con tre altari per lato e volta a botte, ed era collegata al palazzo dalla tribuna. Nel corso dei secoli, la chiesa, è stata oggetto di diversi rimaneggiamenti, volti al maggiore decoro del principale luogo di culto del paese.
All'interno, si dispiegavano pregiati stucchi. La successione ritmica degli altari laterali era scandita da alte paraste, con stilemmi floreali e antropomorfi che sorreggevano capitelli corinzi, attribuiti alle mani del Meli e del Sesta. Allo stesso Meli si devono gli affreschi realizzati intorno al 1856, raffiguranti gli "Evangelisti", la "Creazione della Madonna", ed "Cristo che consegna le chiavi a San Pietro". Gli eventi sismici ridussero a un cumulo di macerie l'opera voluta trecento anni prima da Alessandro I.

Da "Ricordi d'Infanzia" 

"Vi era anche la chiesa, che era poi il duomo di S. Margherita. .."
."...Da questa stanza si entrava nella tribuna che, all'altezza di un alto primo piano, si sporgeva

 

direttamente sull'altare maggiore, circondata da una bellissima ringiera di ferro fiorito e dorato. In essa vi erano prega-Dio, sedie e innumerevoli rosari da essa ogni domenica alle undici assistevamo alla messa...."

Da "Il Gattopardo" 

"Le carrozze con i servi, i bambini e Bendicò andarono direttamente al palazzo, ma, come voleva un antichissimo uso, gli altri prima di mettere il piede in casa dovevano assistere a un Te Deum alla Chiesa Madre. Questa era, del resto a due passi e ci diressi lì in corteo..."

Oggi Museo della Memoria

Il museo, soprattutto nei confronti dei giovani e di chi non può essere a conoscenza di quei fatti tragici, che cambiarono la vita a migliaia di persone, mira a far riflettere sul valore della memoria, una memoria formativa che ci aiuta a capire come eravamo e come siamo.
Al suo interno diversi fotogrammi, citazioni letterarie ed opere pittoriche guidano il visitatore in una affascinante scoperta dei paesi della Valle del Belìce: Gibellina, Montevago, Salaparuta, Poggioreale, Santa Margherita di Belìce, Santa Ninfa, Sambuca di Sicilia e Vita, prima e dopo quella tragica notte del 15 gennaio 1968.

Dalle immagini di quei luoghi di straordinaria bellezza, che in pochi secondi furono distrutti e rovinati dalla forza della natura, si evidenzia la fragilità delle cose umane, si racconta il dolore, l'emergenza, la solidarietà, la rabbia, ma anche la protesta di chi vuole con forza una rinascita ed un futuro.
Lo spazio espositivo ospita un materiale fotografico vario, proveniente in gran parte da archivi e collezioni private. All'interno è possibile visionare, oltre alla produzione di fotografie, anche immagini video-audio, raccolte di quotidiani, riviste dell'epoca ed album di foto.
Completa la visita una sala multimediale, in cui vengono proiettati dei video, attraverso i quali si racconta la storia della Valle del Belìce e dei suoi paesi prima e dopo il 1968 fino ai nostri giorni.

 

Parco Letterario del Gattopardo - Terra Nostra psc arl - P.IVA 02196350843 - Realizzato da MG Consulting